Pages Menu
TwitterRssFacebook
Categories Menu

Vittime

Di seguito, in ordine cronologico, i martiri per cui “Urla nel SIlenzio” lotta contro l’oblio della memoria, nel rispetto e nella volontà dei loro familiari.

1970

Ugo Venturini

  Genova, 1 Maggio 1970 - Ugo Venturini, 32 anni, dirigente dei Volontari Nazionali di Genova:  18 aprile, durante il comizio di Giorgio Almirante l’operaio Ugo Venturini, che si trova alle spalle di Almirante, viene colpito alla testa da estremisti di sinistra che lanciano sassi e bottiglie per disturbare il comizio. In seguito alla ferita riportata, Venturini muore il primo maggio.

1971

Giuseppe Malacaria

  Catanzaro, 4 Febbraio 1971 - Giuseppe Malacaria 33 anni, operaio iscritto al Psi: comizio organizzato da Psi, Pci e Psiup contro un attentato dinamitardo alla sede che ospita l’assemblea regionale. Il comizio si tiene a poca distanza dalla sede del Msi, dove alcuni esponenti hanno cominciato a parlare usando altoparlanti. Iniziano lanci di pietre tra manifestanti e missini. All’improvviso da un vicino vicolo vengono lanciate tre bombe a mano che provocano la morte di Giuseppe Malacaria e il ferimento di altre 12 persone. Sulla scia dell’attentato, le sinistre inscenano in tutta Italia una serie di manifestazioni, particolarmente violente a Roma.

1972

Vincenzo De Waure

  Napoli, 21 Gennaio 1972 - Vincenzo De Waure, 20 anni, studente universitario iscritto al primo anno di Ingegneria, di ideologia marxista-leninista: da quando ha testimoniato contro alcuni esponenti della destra napoletana, poi condannati, non tardano ad arrivargli telefonate minacciose. Vincenzo è molto impaurito. E’ notte fonda, quando un giornalista  telefona a casa De Waure per comunicare che a Vincenzo è successo un incidente. Alcuni minuti più tardi, i fratelli si recano sul posto indicato e trovano il corpo di Vincenzo semicarbonizzato coperto da un lenzuolo. Prima di morire aveva confidato alcuni suoi timori. Era stato intimidito. Ma da chi?  A distanza di pochi mesi dalla morte di Vincenzo, il Tribunale di Napoli chiuse il procedimento con suicidio. Più volte è stata respinta la richiesta di riapertura del processo.

Carlo Falvella

  Salerno, 7 Luglio 1972 - Carlo Falvella, 19 anni, studente, dirigente del Fuan di Salerno: Carlo e il suo amico Giovanni Alfinito, mentre rincasano vengono avvicinati da un gruppo appartenente alla sinistra extraparlamentare composto da Giovanni Marini, Francesco Mastrogiovanni e Gennaro Scariati. Il Marini una volta raggiunti i due giovani, estrae un coltello colpendo all’inguine Giovanni Alfinito. Carlo, per difendere l’amico Giovanni, si scaglia contro il Marini. Durante la colluttazione, il giovane Falvella viene colpito con una coltellata che gli recide l’arteria aorta determinandone la morte.

Mariano Lupo

Parma, 25 agosto 1972 - Mariano Lupo,20 anni, operaio militante di Lotta Continua: è pomeriggio, Mariano è seduto in un bar quando un gruppo di giovani estremisti di destra gli si avvicinano con fare offensivo. Solo grazie all’intervento di una conoscente di Mariano, che la questione non degenera. La sera intorno alle ore ventidue, Mariano si sta recando al cinema assieme ad alcuni suoi amici. Ad attenderlo ci sono una decina di giovani appartenenti all’estrema destra parmense. Nasce una colluttazione, Mariano si scaglia contro uno degli aggressori che ha colpito il suo amico. L’aggressore,tale Bonazzi, estrae un coltello e colpisce al cuore il giovane Mariano, causandone la morte.

1973

Roberto Franceschi

  Milano, 23 Gennaio 1973 - Roberto Franceschi, 21 anni, legato al Movimento Studentesco della sinistra extraparlamentare: è il 23 gennaio, presso l’Università  Bocconi viene organizzata una assemblea dal Movimento Studentesco.  Il Rettore Giordano Dell’Amore, stabilisce che possono accedere all’Ateneo solo gli iscritti, mostrando il libretto. Il III Reparto Celere, composto da un centinaio di agenti, avvisato dal Rettore, recinge l’università per far rispettare con la forza le disposizioni del Rettore. Quando i giovani si dirigono all’assemblea, vengono allontanati duramente dagli agenti dando vita a uno scontro. La polizia esplode vari colpi di pistola,uno dei proiettili ferisce alla nuca il giovane Roberto Franceschi che morirà il giorno 30 dopo essere stato una settimana in coma.

Adriano Salvini

 Faenza, 7 Luglio 1973 -  Adriano Salvini, bracciante della CGIL: viene ucciso da un estremista di destra.

Giuseppe Santostefano

  Reggio Calabria, 31 Luglio 1973 –  Giuseppe Santostefano,50 anni: 31 luglio, militanti comunisti aggrediscono il missino Giuseppe Santostefano colpevole di aver applaudito ad una citazione di Almirante in un comizio del Pci. Santostefano, ex comunista che aveva aderito al Msi durante la rivolta di Reggio Calabria, muore la notte del 1° agosto senza riprendere conoscenza. 

Emanuele Zilli

  Pavia, 5 Novembre 1973 - Emanuele Zilli, 25 anni, operaio: 3 novembre,all’ospedale muore Emanuele Zilli, militante del Msi e sindacalista della Cisnal. E’ stato trovato esamine accanto al suo motorino. Un “ incidente stradale” alquanto singolare per le ferite riportate e la posizione sia del corpo che del motorino. Zilli più volte era stato minacciato e picchiato da estremisti di sinistra. 

1973

Giuseppe Mazzola

  Padova, 17 Giugno 1974 - Giuseppe Mazzola, 60 anni,appuntato in congedo dell’arma dei Carabinieri:un commando della Brigate Rosse fa irruzione nella federazione del Msi-Dn e uccide Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci che hanno tentato una reazione. A fine anni ’80 si scopriranno i brigatisti responsabili, individuati nei reggiani Roberto Ognibene e Fabrizio Pelli, morto in carcere. Così Ognibene racconterà in tribunale:“Mazzola tentò di strapparmi la pistola, alle spalle intervenne Giralucci che mi serrò con braccio alla gola. Gridai. Arrivò Pelli che intimò ai missini di lasciar perdere, loro non mollarono e lui esplose un colpo in aria. Giralucci mi lasciò andare e Fabrizio gli sparò alla testa. Io ero a terra con Mazzola: anche lui fu ammazzato con un colpo secco alla nuca”.

Graziano Giralucci

  Padova, 17 Giugno 1974 –  Graziano Giralucci, 30 anni, Agente di Commercio: un commando della Brigate Rosse fa irruzione nella federazione del Msi-Dn e uccide Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci che hanno tentato una reazione. A fine anni ’80 si scopriranno i brigatisti responsabili, individuati nei reggiani Roberto Ognibene e Fabrizio Pelli, morto in carcere. Così Ognibene racconterà in tribunale:“Mazzola tentò di strapparmi la pistola,alle spalle intervenne Giralucci che mi serrò con braccio alla gola. Gridai. Arrivò Pelli che intimò ai missini di lasciar perdere, loro non mollarono e lui esplose un colpo in aria. Giralucci mi lasciò andare e Fabrizio gli sparò alla testa. Io ero a terra con Mazzola: anche lui fu ammazzato con un colpo secco alla nuca”. 

Adelchi Argada

  Lamezia Terme, 20 Ottobre 1974 - Adelchi Argada, 20 anni,studente – lavoratoreMilitante del Fronte Popolare Comunista Rivoluzionario della Calabria:Adelchi, che era insieme al fratello Otello e Gianni Morelli, nel pomeriggio incrocia il gruppo dei neofascisti che in precedenza hanno pestato il fratello minore di Gianni Morelli. Quest’ultimo chiede spiegazione sull’accaduto. I neofascisti non hanno alcuna intenzione di dare spiegazioni. Due di loro, Oscar Porchia e Michele De Fazio, estraggono le pistole esplodendo svariati colpi di pistola. Adelchi viene colpito da due proiettili al ventre e altri due sparati a freddo mentre ormai è crollato al suolo. 

1975

Mikis Mantakas

  Roma, 28 Febbraio 1975 –  Mikis Mantakas, 22 anni, studente, militante del Fuan: incidenti davanti il Palazzo di Giustizia durante lo svolgimento del processo per il Rogo di Primavalle che provocò la morte dei Fratelli Mattei. Estremisti di sinistra tentano l’assalto alla sezione del Msi-Dn di via Ottaviano e uccidono a colpi di pistola lo studente greco Mikis Mantakas,ferito Fabio Rolli. I responsabili sono il futuro brigatista rosso Alvaro Lojacono e Stefano Panzieri. 

Claudio Varalli

  Milano, 16 Aprile 1975 - Claudio Varalli, 18 anni, studente, militante del Movimento Lavoratori per il Socialismo: dopo una manifestazione, zuffa tra estremisti di sinistra e tre giovani di estrema destra, fermi in auto. Due riescono a fuggire, il terzo, Antonio Braggion, impedito fisicamente ad un arto per un tumore osseo, prende una pistola e spara, uccidendo il diciassettenne Claudio Varalli. Braggion sarà condannato per eccesso colposo di legittima difesa. 

Giannino Zibecchi

 17 Aprile 1975 -  Milano. Giannino Zibecchi, 27 anni,militante del Coordinamento dei Comitati Antifascisti: inizia la “settimana rossa” in cui l’ultrasinistra mette a ferro e fuoco la Città. Nella notte assalto al Il Giornale. In mattinata sprangato in testa il consigliere provinciale del Msi-Dn Cesare Biglia che porterà per sempre i segni dell’aggressione. Distrutta la redazione de Lo Specchio. Nel pomeriggio, durante scontri nei pressi della sede del Msi-Dn muore l’estremista di sinistra Giannino Zibecchi, investito da un camion dei carabinieri. Più tardi estremisti di sinistra feriscono gravemente con spranghe il sindacalista della Cisnal Rodolfo Mersi. Il 18 nella sede della Cisnal-bancari viene gravemente ferito alla testa il mutilato Francesco Moratti. Il 21 viene sprangato il giovane simpatizzante liberale Alessandro Pizzorni che, ferito gravemente alla testa rimarrà paralizzato per sempre.

Tonino Miccichè

  Torino, 17 Aprile 1975 - Tonino Miccichè, 25 anni, era stato operaio della Fiat, Esponente di Lotta Continua:Tonino Miccichè, esponente del Comitato di lotta della Falchera, è amato e stimato da tutti per la sua generosità e l’impegno profuso in favore degli occupanti del quartiere della Falchera.Divenne ben presto per tutti “Il Sindaco della Falchera”. Viene ucciso con un colpo di pistola dalla guardia giurata Paolo Fiocco durante una lite sulle case occupate.

Rodolfo Boschi

  Firenze, 18 Aprile 1975 - Rodolfo Boschi, militante del Pci: durante una manifestazione dell’Anpi scontri tra polizia e giovani di sinistra. Muore il giovane Rodolfo Boschi raggiunto da un colpo di pistola esploso dall’agente di Ps. Orazio Basile. Il poliziotto sarà condannato nel 1977 a otto mesi per eccesso colposo di legittima difesa, rispondendo al fuoco dei dimostranti.

Sergio Ramelli

  Milano, 29 Aprile 1975 –  Sergio Ramelli, 19 anni, studente, militante del Fronte della Gioventù: è il 13 marzo, Sergio ha parcheggiato il motorino e si avvia verso casa. Giunto in prossimità della sua abitazione, viene aggredito e colpito ripetutamente alla testa, in seguito si saprà, con chiavi inglesi, da un gruppo di estremisti di sinistra.Muore dopo 47 giorni di agonia. I suoi assassini, appartenenti al servizio d’ordine di Avanguardia Operaia saranno scoperti solo nel 1985 e condannati nel 1987 a pene varianti tra i 15 e gli 11 anni di reclusione. 

Alberto Brasili

 Milano, 25 Maggio 1975 –  Alberto Brasili,19 anni,studente – lavoratore, di giorno lavorava e la sera frequentava la scuola serale: sono le ore 22, Alberto e la sua fidanzata stanno passeggiando in una strada adiacente Piazza San Babila. Si accorgono di essere seguiti, ma non hanno il tempo di scappare. Vengono aggrediti a coltellate con efferata violenza. Alberto muore durante il tragitto in ospedale, la fidanzata riesce a salvarsi. La loro unica colpa è stata quella di aver strappato un lembo di un manifesto del MSI. La vicenda ispirerà il film “San Babila ore 20”. 

Alceste Campanile

  Reggio Emilia, 12 Giugno 1975 - Alceste Campanile,22 anni, studente, militante di Lotta Continua: il corpo di Alceste viene ritrovatoalle ore 23in una strada di campagnanei pressi di Montecchio. Dall’autopsia risulterà che la morte è avvenuta a causa di due colpi di arma da fuoco esplosi uno alla testa a l’altro al cuore. Dall’’esame balistico emergerà che a sparare sono due diverse pistole. In un primo momento vengono accusati i “fascisti” poi, grazie all’abnegazione del padre Vittorio che si batte per conoscere la verità,non si escludono che siano stati i suoi stessi compagni a farlo uccidere, probabilmente poiché aveva scoperto qualcosa in relazione con il sequestro Saronio. 

Iolanda Palladino

  Napoli, 21 Giugno 1975 - Iolanda Palladino, 20 anni, studentessa: è il 16 Giugno, Jolanda è, casualmente, con la sua Fiat 500 dietro un corteo di macchine che con bandiere e slogan sfilano per le vie cittadine festeggiando la vittoria elettorale del Pci per il rinnovo del consiglio comunale. Dalla vicina via Foria vengono lanciate, da militanti dell’estrema destra, bottiglie incendiarie. Una di queste penetra nell’abitacolo della piccola auto che Ia giovane studentessa conduce. Iolanda in pochi secondi prende fuoco e, uscita istintivamente dal veicolo, si precipita al centro della strada come una torcia umana. Soccorsa da alcuni passanti, viene accompagnata all’ ospedale degli Incurabili e di qui al Cardarelli, da dove, qualche giorno dopo, viene trasferita all’ ospedale Sant’ Eugenio di Roma. Iolanda muore il 21 giugno dopo atroci sofferenze.

Mario Zicchieri

  Roma, 29 Ottobre 19755 - Mario Zicchieri,17 ani, studente, militante del Fronte della Gioventù: un commando di Lotta Continua per il comunismo spara contro la sezione del Msi-Dn del Prenestino, davanti alla quale sono fermi alcuni giovanissimi militanti e simpatizzanti. Viene ucciso Mario Zicchieri detto “Cremino”, ferito gravemente il quindicenne Marco Lucchetti. Il segretario della sezione è Luigi D’Addio, teste contro Alvaro Lojacono al processo Mantakas. Per l’omicidio saranno processati i tre futuri brigatisti rossi Valerio Morucci, Germano Maccari e Bruno Seghetti. Saranno assolti per insufficienza di prove. 

1976

Gaetano Amoroso

  Milano, 30 Aprile 1976 

Gaetano Amoroso,21 anni, studente – lavoratore, di giorno lavorava e la sera frequentava l’ultimo anno del corso serale presso la Scuola artistica: è il 27 aprile, quando estremisti di destra accoltellano tre estremisti di sinistra. Uno di loro, Gaetano Amoroso, morirà il 30.

 

Enrico Pedenovi

  Milano, 29 Aprile 1976  - Enrico Pedenovi,49 anni, avvocato,consigliere provinciale del Msi-Dn:l’avvocato Pedenovi, si sta recando alla commemorazione del giovane studente Sergio Ramelli, deceduto il 29 aprile del 75 in un agguato di militanti di Avanguardia Operaia. E’ a bordo della sua auto quando un commando di tre persone si avvicina e comincia a far fuoco contro l’auto, uccidendolo. L’omicidio viene rivendicato dai Comitati Comunisti Rivoluzionari, appartenenti all’area di Prima Linea. 

Luigi Di Rosa

  Sezze Romano, 28 Maggio 1976 - Sezze Romano(Lt). Luigi Di Rosa,studente, militante della Fgci: estremisti di sinistra assaltano un comizio del Msi-Dn tenuto da Sandro Saccucci, costringendo i missini alla fuga. Da un’auto del seguito di Saccucci vengono esplosi colpi di pistola che uccidono Luigi Di Rosa, e feriscono Antonio Spirito di Lotta Continua. Saccucci  che sarà eletto alla Camera, verrà accusato di concorso in omicidio ed espulso dal partito, riparerà in un primo momento a Londra dove sarà arrestato il 13 giugno dopo l’autorizzazione di Montecitorio. Rimesso in libertà il 7 luglio, perché coperto dall’immunità parlamentare, fuggirà in Argentina prima della concessione dell’autorizzazione a procedere da parte della Camera. 

1977

Bruno Giudici

  Roma, 31 Marzo 1977 -

Bruno Giudici,50 anni,iscritto al Pci:  viene colto da un malore nel tentativo di intervenire in difesa del figlio Enzo, diciannovenne militante missino, aggredito da estremisti di sinistra. Scrive l’Osservatorio Romano: “Un fatto di crudeltà inumana, di una violenza vile e cieca che non si è fermata dinanzi al padre che si esponeva per la sua creatura. Nessuna umanità, cuori fatti di pietra o meglio fatti ciechi”. I familiari di sinistra cercano di minimizzare l’episodio.

Giorgiana Masi

  Roma, 12 Maggio 1977 -

Giorgiana Masi,19 anni, studentessa: scontri fra polizia e i partecipanti a una manifestazione dei radicali per ricordare la vittoria del divorzio al referendum del 1974, vietata dalla Questura in base alla decisione del 22 aprile del governo di proibire per un mese ogni manifestazione. Scoppiano incidenti con gli autonomi in tutto il centro storico e a piazza Belli muore Giorgiana Masi, colpita da agenti in borghese. Questo particolare provocherà polemiche anche perché in un primo momento il governo negherà la presenza di agenti in borghese armati. Il 26 in tribuna politica il leader radicale Marco Pannella mostrerà le foto e lancerà durissime  accuse nei confronti del ministro Cossiga. 

Walter Rossi

  Roma, 30 Settembre 1977 -

Walter Rossi,20 anni, studente, militante di Lotta Continua: tentativo di assalto di estremisti di sinistra alla sezione del Msi-Dn della Balduina. Seguono scontri. Vengono sparati copi di pistola che uccidono Walter Rossi. In seguito Cristiano Fioravanti rivelerà che a sparare sono stati lui e Alessandro Alibrandi. Nei giorni successivi gravi incidenti con gli estremisti di sinistra che bruciano cinque sezioni del Msi-Dn e la sede del Fuan, oltre a vari bar e negozi, considerati di destra. Decine di persone vengono ferite.

Benedetto Petrone

  Bari, 28 Novembre 1977 -

Benedetto Petrone,19 anni, operaio, militante della Fgci:

mentre parla con amici, Benedetto viene aggredito e ucciso a coltellate da Giuseppe Piccolo,militante del Fronte della Gioventù. Ai suoi funerali ci saranno  incidenti provocati da elementi di estrema sinistra. Giuseppe Piccolo, condannato per l’omicidio di Benedetto, si suicida in carcere.

Angelo Pistolesi

  Roma, 28 Dicembre 1977 - 

Angelo Pistolesi,30 anni,due figlie,militante del Msi: suonano al portone di casa, e con una scusa lo fanno scendere. Appena uscito da casa, viene raggiunto da una scarica di proiettili esplosi a distanza ravvicinata, uccidendolo. L’omicidio viene rivendicato dai Nuovi Partigiani. Angelo era stato coinvolto nei fatti di Sezze Romano del 28 maggio del ’76, nei quali venne assassinato  Luigi Di Rosa militante della Fgci.

1978

Franco Bigonzetti

  Roma, 7 Gennaio 1978 - 

Franco Bigonzetti,20 anni,studente universitario, militante del Msi: massacro di Acca Larentia. Due giovani missini, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, vengono uccisi da estremisti di sinistra che sparano raffiche di mitraglietta Skorpion contro i giovani missini che stanno uscendo dalla sezione del Tuscolano. Un terzo, Vincenzo Segneri, ferito a un braccio, riesce a chiudere la porta blindata della sezione. Qualche ora dopo alcuni giovani missini aggrediscono un giornalista che ha buttato un mozzicone di sigaretta su una pozza di sangue. Attimi di tensione che si concludono con il lancio di lacrimogeni (ferito anche il segretario nazionale della FdG Gianfranco Fini) e colpi di pistola: un capitano dei carabinieri ferisce gravemente Stefano Recchioni, 19 anni, che morirà il 19. L’attentato viene rivendicato dai Nuclei armati per il contropotere territoriale. La stessa mitraglietta Skorpion sarà utilizzata dalle Brigate Rosse per compiere alcuni delitti degli anni ottanta.

Francesco Ciavatta

  Roma, 7 Gennaio 1978 - 

Francesco Ciavatta,19 anni,studente,militante del Msi: massacro di Acca Larentia. Due giovani missini, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, vengono uccisi da estremisti di sinistra che sparano raffiche di mitraglietta Skorpion contro i giovani missini che stanno uscendo dalla sezione del Tuscolano. Un terzo, Vincenzo Segneri, ferito a un braccio, riesce a chiudere la porta blindata della sezione. Qualche ora dopo alcuni giovani missini aggrediscono un giornalista che ha buttato un mozzicone di sigaretta su una pozza di sangue. Attimi di tensione che si concludono con il lancio di lacrimogeni (ferito anche il segretario nazionale della FdG Gianfranco Fini) e colpi di pistola: un capitano dei carabinieri ferisce gravemente Stefano Recchioni, 19 anni, che morirà il 19. L’attentato viene rivendicato dai Nuclei armati per il contropotere territoriale. La stessa mitraglietta Skorpion sarà utilizzata dalle Brigate Rosse per compiere alcuni delitti degli anni ottanta.

Stefano Recchioni

  Roma, 9 Gennaio 1978 - 

Stefano Recchioni,19 anni, studente, militante del Msi: massacro di Acca Larentia. Due giovani missini, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta, vengono uccisi da estremisti di sinistra che sparano raffiche di mitraglietta Skorpion contro i giovani missini che stanno uscendo dalla sezione del Tuscolano. Un terzo, Vincenzo Segneri, ferito a un braccio, riesce a chiudere la porta blindata della sezione. Qualche ora dopo alcuni giovani missini aggrediscono un giornalista che ha buttato un mozzicone di sigaretta su una pozza di sangue. Attimi di tensione che si concludono con il lancio di lacrimogeni (ferito anche il segretario nazionale della FdG Gianfranco Fini) e colpi di pistola: un capitano dei carabinieri ferisce gravemente Stefano Recchioni, 19 anni, che morirà il 19. L’attentato viene rivendicato dai Nuclei armati per il contropotere territoriale. La stessa mitraglietta Skorpion sarà utilizzata dalle Brigate Rosse per compiere alcuni delitti degli anni ottanta. 

Roberto Scialabra

 Roma, 28 Febbraio 1978 - 

Roberto Scialabba,24 anni,operaio,militante di Lotta Continua: terroristi di destra uccidono il giovane autonomo Roberto Scialabba, e feriscono il fratello Nicola. E’ la prima azione dei Nar “Nuclei armati rivoluzionari”. Viene rivendicata dalla ”Guerra Nazional-Rivoluzionaria” ma le telefonate fatte anche a giornali come L’Unità e Lotta Continua non vengono riportate, mentre per la polizia si è trattato di un regolamento di conti nel mondo degli spacciatori di droga.

Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci

   Milano, 18 Marzo 1978 - 

Fausto Tinelli,19 anni, studente. Lorenzo Iannucci,19 anni, lavorante presso un restauratore:  Milano, 18 marzo 1978. Tardo pomeriggio. Fausto Tinelli e Lorenzo Iannucci detto Iaio, diciannovenni sono due amici inseparabili: due ragazzi impegnati a sinistra, frequentano il centro sociale Leoncavallo.Negli ultimi mesi fanno parte di un gruppo di giovani che lavorano ad un dossier sullo spaccio di eroina a Milano. Non sono militanti di partiti politici. Spesso di sabato si recano a casa di Fausto dove la madre prepara la cena. L’appuntamento è alle ore 19,30 alla “Crota piemunteisa” di via Leoncavallo, proprio davanti al centro sociale. Fausto raggiunge il locale intorno alle 19. Nella sala biliardo sono presenti tre giovani mai visti prima. Lo confermano alcuni testimoni. Lorenzo arriva alle 19,35, in ritardo di pochi minuti. Alle 19,45 Fausto e Lorenzo escono dal locale, attraversano la strada e a piedi si incamminano lungo via Lambrate. Il tragitto è breve, trecento metri. I due ragazzi si trovano ora in piazza San Materno, svoltano a sinistra in via Casoretto. Altri ottanta metri e sono davanti al chiosco di giornali. L’edicolante li sente commentare i titoli dei quotidiani del pomeriggio, “La notte” e “Il corriere d’informazione”, con gli articoli relativi alle indagini sul sequestro del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro e l’uccisione dei cinque uomini della scorta, fatti avvenuti soltanto due giorni prima (16 marzo 1978), a Roma, in via Fani. Fausto e Lorenzo stanno percorrendo il tratto di strada tra via Casoretto e via Mancinelli. Sono le 19,58. Tre persone sono ferme davanti al portone dell’Anderson School. Fausto e Lorenzo vengono attirati da qualcosa o da qualcuno in via Mancinelli. Il campanile della chiesa del Casoretto batte le 20. Il loro cammino si ferma, per sempre. Otto proiettili Winchester, calibro 7,65, vengono sparati da un killer professionista. Un esecuzione.

Fonte: dal libro “Fausto e Iaio trent’anni dopo” 

Ivo Zini

 Roma, 28 Settembre 1978 - 

Ivo Zini,25 anni, laureato in scienze politiche: Ivo è fermo davanti alla bacheca della sezione del Pci dell’Alberone. Insieme ad alcuni amici, consulta la pagina di un quotidiano nello spazio riservato ai film in programmazione nei cinema. All’improvviso si ferma una moto con due ragazzi che cominciano a sparare. Uccidono Ivo e feriscono gravemente l’amico,Vincenzo Di Blasio. L’aggressione viene rivendicata dai Nar “Nuclei armati rivoluzionari”.

Claudio Miccoli

  Napoli, 6 Ottobre 1978 - 

Claudio Miccoli, 20 anni, ambientalista Consigliere regionale del WWF: Muore all’ospedale “Cardarelli” di Napoli, dopo sei giorni di agonia, Claudio Miccoli. I suoi organi vengono donati: due persone riacquisteranno la vista grazie a lui. Claudio, solo e disarmato, si era avvicinato ad alcuni neofascisti del “Fronte della gioventù”, che avevano appena aggredito un altro giovane in una pizzeria, per dialogare con loro e invitarli ad abbandonare la violenza. I neofascisti, senza lasciargli il tempo di parlare, lo avevano bastonato selvaggiamente. “Io che non volevo colpire sono stato colpito!” lascia scritto.

Fonte: www.comitatoclaudiomiccoli.it

1979

Alberto Giaquinto

  Roma, 10 Gennaio 1979 -

Alberto Giaquinto,17 anni, studente,militante del Msi: una manifestazione del Fuan termina con un tentativo di assalto alla sezione della Dc di Centocelle. Interviene la polizia e i giovani fuggono. A terra cade  Alberto Giaquinto, ferito mortalmente da un colpo alla nuca sparato da un poliziotto che poi sarà condannato per eccesso colposo di legittima difesa. Inizialmente si cerca di far credere che Giaquinto avesse una pistola, ma poi si scoprirà che era completamente disarmato.

Ciro Principessa

  Roma, 20 Aprile 1979 -

Ciro Principessa,23 anni,militante del Pci:  19 aprile, Ciro collabora in una piccola biblioteca allestita all’interno della sezione del Pci di Torpignattara. Entra nella biblioteca una persona che chiede un libro in prestito, alla richiesta di mostrare il documento di riconoscimento si oppone, prende un libro e scappa per strada. Ciro, tenta di inseguirlo nella speranza di recuperare il libro ma, una volta raggiunto, il ladro si voltò all’improvviso sferrandogli una coltellata. Ciro, trasportato d’urgenza all’ospedale, muore il giorno dopo. Il ladro per paura di essere linciato si rifugia in una bar. Arrestato dalla polizia, risulta essere tale Claudio Minetti, militante del Msi e frequentatore della sezione del Msi di via Acca Larentia, figlio di Leda Pagliuca, convivente di Stefano delle Ghiaie. Il Minetti risulta essere sofferente da gravi disturbi mentali. Per questo motivo, la Corte d’Assise del Tribunale di Roma lo dichiara non punibile disponendo il ricovero presso un manicomio giudiziario per un periodo di dieci anni.

 

Francesco Cecchin

  Roma, 16 Giugno 1979 - 

Francesco Cecchin,17 anni,studente, militante del Fronte della Gioventù: muore dopo 18 giorni di agonia. Nella notte tra il 28 e il 29 maggio era stato trovato gravemente ferito ai piedi di un muro alto cinque metri, dopo essere stato aggredito da militanti del Pci. Le perizie dimostreranno che Cecchin è stato prima pestato violentemente e poi, dopo aver perso i sensi, gettato di sotto. La sentenza del processo non individuò i colpevoli ma sostenne che Francesco Cecchin fu aggredito e scaraventato giù dal muretto (forse già svenuto) con la chiara intenzione di ucciderlo come ribadito nella Sentenza della Corte d’Assise di Roma.

1980

Valerio Verbano

  Roma, 22 Febbraio 1980 - 

Valerio Verbano,19 anni,studente,militante nel Collettivo Autonomo Valmelaina: alle 12.44 del 22 febbraio 1980 tre giovani sui vent’anni suonano a casa Verbano. Carla e Sardo, i genitori, sono da poco rientrati: “Siamo tre amici di Valerio”. Carla apre la porta e si trova davanti un giovane alto, biondo, i capelli lunghi ricci, che indossa subito un passamontagna. Anche gli altri due hanno il volto coperto. Sono tutti armati. Sardo cerca di reagire, ma viene atterrato, legato e imbavagliato, come Carla. Marito e moglie vengono sistemati a faccia in giù sul letto matrimoniale, mentre uno dei tre li tiene sotto tiro. Gli altri due si mettono a frugare nella camera di Valerio. I genitori di Valerio restano prigionieri per 56 minuti. Alle 13.40 – Valerio Verbano apre la porta di casa e subito inizia una lotta furibonda. Riesce a togliere il passamontagna ai due che lo aggrediscono nell’ingresso e ne disarma uno. Poi tenta la fuga verso la finestra del salotto. Ma gli sparano due colpi di pistola: il secondo lo raggiunge alla schiena, provocando l’emorragia che gli sarà rapidamente fatale.

Il 20 aprile del 1979 Valerio Verbano era stato arrestato mentre, insieme a quattro amici minorenni, preparava inneschi per bottiglie incendiarie in un casolare della borgata Fidene. Durante la conseguente perquisizione domiciliare la polizia trovò in camera il dossier che venne sequestrato e mai restituito. Nel verbale, però, non si menzionavano negativi fotografici. Quando il 26 febbraio 1980, quattro giorni dopo l’omicidio, i legali della famiglia ne chiesero la restituzione, il dossier sembrava essere sparito nel nulla. Riapparve dopo qualche giorno, ma solo in fotocopia e notevolmente ridotto. Il materiale venne esaminato anche dal magistrato Mario Amato, ucciso il 23 giugno 1980, che indagava sui presunti legami tra dell’estremismo di destra con i servizi segreti e le organizzazioni criminali. L’inchiesta sull’omicidio è stata chiusa nel 1989 per mancanza di indizi, con la distruzione dei due passamontagna e del guinzaglio che i tre assassini avevano perso durante la fuga, oltre che dello nastro adesivo da pacchi usato per immobilizzare i genitori. La pistola persa da uno dei tre, il proiettile e il bossolo ritrovati in casa sono conservati all’Ufficio Corpi di reato. Nel 2005, su disposizione dal magistrato Diana De Martino, sono stati confrontati con le armi ritrovate in una cantina di via Nomentana. Senza il dossier e con molti reperti distrutti, anche questa nuova indagine è stata chiusa dopo due anni, senza risultati.

Da quel 22 febbraio 1980 il padre di Verbano si è dedicato alla ricerca della verità fino all’ultimo giorno della sua vita. La moglie Carla a 86 anni ha scritto un libro con Alessandro Capponi del Corriere della Sera in cui si raccontano i retroscena e i misteri del delitto. A trent’anni esatti dall’omicidio, durante la trasmissione del 22 febbraio 2010, Carla Verbano ha rivolto una appello direttamente agli assassini di suo figlio: “Mi sono decisa a rivolgermi a ‘Chi l’ha visto?’ per sapere per quale motivo stato ucciso mio figlio e chi sono i mandanti. Dopo 30 anni si levassero quel peso che hanno sulla coscienza, forse hanno famiglia, bambini anche loro. Vorrei che venissero qui, vorrei che suonassero alla mia porta e mi dicessero per quali motivi hanno ucciso Valerio. Io li aspetto”. La signora ha invitato a mettersi in contatto anche chi ricorda uno dei volti ricostruiti negli identikit di due dei killer.

Fonte: “Chi l’ha visto” Rai tre “Valerio Verbano” data pubblicazione 22/02/2010  

Angelo Mancia

  Roma, 12 Marzo 1980 - 

Roma. Angelo Mancia,27 anni, dipendente del quotidiano il “Secolo d’Italia”,militante del Msi: venne ucciso con sette colpi di pistola davanti al portone di casa, in via Federico Tozzi 10, nel quartiere Talenti a Roma. I killer arrivarono in via Tozzi nella notte, a bordo di un pulmino Volkswagen di colore azzurro chiaro. Erano in due, armati di pistole calibro 7,65, con indosso camici bianchi, come quelli degli infermieri. Restano nascosti dentro il pulmino fino al mattino, senza perdere di vista il portone del civico 10, in particolare il quarto piano. Nell’appartamento tenuto sotto controllo viveva la famiglia Mancia: il padre e la madre, titolari di un negozio di alimentari, e i tre figli. Angelo era il primogenito,un ragazzone di otto anni più grande dei fratelli. Agli studi aveva preferito l’attivismo politico, nel partito di Almirante, frequentava la sezione di Talenti. Ogni giorno, in sella al suo motorino Garelli, recapitava le copie del Secolo d’Italia in tribunale e in Procura. Quel 12 marzo Angelo Mancia si svegliò alle 7.30. I genitori erano al lavoro, i fratelli a scuola. Alle 8.30 aprì il portone e si incamminò verso il vialetto,verso il suo motorino. Dal pulmino saltarono fuori i due uomini coi camici bianchi e iniziarono a sparare. Mancia venne colpito. Tornò indietro, cercando rifugio nel portone di casa, muovendosi a fatica. Uno degli assassini lo raggiunse e gli sparò un ultimo colpo alla nuca. Nel frattempo arrivò un Mini minor rossa,con alla guida un terzo complice che raccolse i killer e si allontanò. Poche ore dopo l’agguato, alle 11.05, arrivò al quotidiano “La Repubblica” una telefonata di rivendicazione: “Qui compagni organizzati in Volante Rossa abbiamo ucciso noi il boia Mancia. Siamo scesi da un pulmino parcheggiato l’ davanti”. Era una rivendicazione che avrebbe potuto far pensare all’ennesimo scontro tra militanti di destra e di sinistra di quegli anni di piombo. Ma il delitto apparve fin da subito anomalo, proprio come quello di Valerio Verbano, ucciso pochi giorni prima. Non solo perché in entrambi i casi la dinamica fece pensare a un’azione militare, ma soprattutto perché due dei killer in azione si somigliavano. Gli identikit di uno degli assassini dei due giovani militanti politici, disegnati a distanza di due settimane da mani diverse (uno dalla polizia, l’altro dai carabinieri) mostrano una forte somiglianza. A 30 anni dall’omicidio di Angelo Mancia le indagini sono state riaperte. Dal febbraio 2010 il caso è tornato all’esame della magistratura insieme ad altri 18 omicidi degli anni di piombo rimasti insoluti.

Fonte: “Chi l’ha visto” Rai Tre “Chi uccise Angelo Mancia?” messa in onda il 05/07/2010

1983

Paolo Di Nella

  Roma, 9 Febbraio 1983 - 

Paolo Di Nella,20 anni, studente,militante del Fronte della Gioventù:  2 febbraio ore 21 circa, Paolo viene sprangato da autonomi mentre attaccava manifesti in difesa del verde pubblico. Muore il giorno prima del suo ventesimo compleanno, dopo sette giorni di coma. Sarà l’ultima vittima della violenza politica. Anche il presidente Pertini si è recato a trovarlo come il sindaco comunista Vetere. Unanime condanna sui giornali, tra cui un articolo di Maurizio Ferrara su l’Unità e un telegramma del Pci ai familiari.