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Urla Nel Silenzio

Urla nel Silenzio è nata a Fiuggi il 26 novembre 2008 da una idea di Marco Falvella, fratello di Carlo ucciso a Salerno il 7 luglio 1972.

L’iniziativa è un progetto, che vuole far ritrovare gli elementi di comune memoria ai familiari delle vittime degli anni di piombo, senza distinzioni e steccati ideologici. Il suo obiettivo è la ricerca della Verità e di una autentica giustizia per la memoria delle vittime cadute nell’oblio. Decine di processi senza colpevoli sono il segno evidente della caduta della civiltà giuridica. Troppo spesso, con stridente contrasto con i valori della solidarietà, si sono messi in cattedra gli assassini, come denunciato nel suo nobile discorso il giorno 9 maggio 2008 dal Presidente Giorgio Napolitano.

A parere dell’organizzatore costruire una rete di solidarietà effettiva che sia capace di offrire almeno l’onore della memoria a chi è caduto ingiustamente o senza colpa è la sola strada per restituire fiducia nella giustizia e nelle Istituzioni a tutti i cittadini.

Urla nel Silenzio dedica il proprio cammino a quelle madri che hanno vissuto per oltre trenta anni nel silenzio, le cui lacrime, silenziose e dignitose, non si sono mai sopite; a loro abbiamo il dovere di donare il riconoscimento della dignità del sacrificio dei loro figli.

Il dolore incancellabile dei familiari delle vittime ed il silenzio dei media, caratterizzano l’oblio della memoria di quel tempo, che si accompagna alla mancanza di una visione critica che riavvii la possibilità di una reale armonia che non tenda, però, a cancellare i reati di sangue. È necessario domandarsi se sia stato giusto il sangue versato da tanti giovani martiri, che spinti dalla giovane età sono divenuti in taluni casi vittime e carnefici, al soldo delle nebbie che hanno avvolto quegli anni. Nessun ideale può essere praticato e rispettato dalla comunità civile, se si giunge ad ipotizzare la cancellazione del primo diritto naturale, che è il rispetto della vita, dei sogni e della speranze altrui. La notte buia della civiltà che, qualcuno ha voluto chiamare anni di piombo, nel rispetto delle idee di ciascuno, è divenuta tale perché ha disconosciuto la vita.

Urla nel Silenzio si propone:

di scrivere, insieme a chi ha patito il prezzo dell’odio, una pagina di civiltà che allontani le nuove generazioni dall’idea della violenza;

di vincere l’oblio della memoria che fa dimenticare dove ha portato l’odio politico, il fanatismo, l’intolleranza e purtroppo, il cinismo di taluni uomini della politica e della cultura;
di mettere al centro i diritti delle vittime, impegnando lo Stato a garantire certezza delle pene ed un impegno investigativo sui casi dubbi e su quelli irrisolti.

Il presupposto per il successo dell’iniziativa è nella più semplice delle soluzioni: ogni singola storia deve divenire patrimonio delle comunità e trovare finalmente piena verità e giustizia, cancellando per sempre la cultura della sopraffazione in nome dei falsi ideali, che hanno sottratto la vita a tanti giovani.

Urla nel Silenzio è l’occasione di confronto, che vuole parlare alla destra ed alla sinistra, e vuole valorizzare la memoria delle vittime caduta nell’oblio e non le conosce per colore. Bisogna imparare il rispetto degli altri, pur non condividendo talune idee. Questo è lo spirito della nostra iniziativa, perché crediamo che chi ha sofferto, abbia il diritto di chiedere che nessuno più osi manipolare i giovani, che è presupposto per fermare ogni occasione di odio. Nessun presunto nobile motivo può dare diritto ad un uomo o ad uno stato di cancellare una vita, con i sogni e le speranze che la accompagnano.

“Possiamo essere liberi se tutti lo sono” (George W. F. Hegel)