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Posted by on ago 7, 2014 in Events, HomeSlider | 0 comments

Manifestazione per il riconoscimento delle Vittime di Matrice Politica

Manifestazione per il riconoscimento delle Vittime di Matrice Politica

Miei cari amici, familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata,
la scrivente Associazione Internazionale Vittime del Terrorismo – sulla scorta dell’inadeguato comportamento che in questi giorni il Governo ha assunto nei confronti delle vittime del terrorismo, bocciando di fatto, l’emendamento che riguardava i benefici degli invalidi di terrorismo –
si fa promotrice – per venerdì 29 agosto c.a. alle ore 10.30 in Piazza di Montecitorio davanti la Camera dei Deputati – di una manifestazione in senso di protesta, nei confronti di un Governo assente e poco deferente nei confronti di quanti, in Italia, hanno pagato con la propria vita, la cultura dell’odio e della violenza politica.
Sarà l’occasione per far valere i diritti dei familiari delle vittime di matrice politica – quei diritti mai riconosciuti – affermando i valori di quei giovani, vittime innocenti, da sempre dimenticati.

LA VOSTRA PARTECIPAZIONE, SARA’ UN CONTRIBUTO IMPORTANTE PER DIFENDERE I VALORI E LA MEMORIA DI CHI, INGIUSTAMENTE, E’ STATO BARBARAMENTE ASSASSINATO.

Di seguito, la proposta di modifica alla legge attuale, più volte presentata alla Camera dei Deputati nel corso degli ultimi anni, e puntualmente archiviata … forse perché FIGLI DI UN DIO MINORE.

Oggetto: Modifica alla Vg. Legge 3/8/2004 n.206, Art.1, G.U. 11/8/2004 n.187

La scrivente Associazione Internazionale Vittime del Terrorismo di seguito AIVIT offre una serie di riflessioni sulla norma in oggetto.

RELAZIONE

La legge del 3 agosto 2004 numero 187 rappresenta un oggettivo salto di qualità culturale attraverso il quale si è espressa in modo concreto la solidarietà della comunità nazionale rispetto le vittime degli atti del terrorismo, nonché verso coloro che portano sulla loro pelle i segni indelebili dell’orrore.
Senza alcuna volontà da parte del legislatore la norma determina una palese discriminazione tra i soggetti che la stessa include essendo il frutto della successione di più leggi la cui emanazione è stata dettata dal forte sentimento di solidarietà, ad esempio, per la tragedia di Ustica e dalle vittime incolpevoli della vicenda denominata della “ Uno bianca”.
Un pregevole corpo legislativo è dedicato, inoltre, a coloro che sono rimasti vittime della inconsulta violenza della criminalità organizzata sia in caso di perdita della vita, che nelle ipotesi di grave menomazione.
Sono rimasti senza tutela, probabilmente perché non si è valutato questa ipotesi specifica, tutti coloro che sono rimasti vittime incolpevoli ed inermi in occasione di violenza politica.
La violenza politica non è certamente meno allarmante della criminalità organizzata, ma solo perché, spesso gli autori non possono definirsi terroristi ma, comunque, erano militanti dei movimenti portatori di una cultura politica di odio che ha spaccato per decenni in due il nostro paese.
Le Prefetture hanno rigettato decine di istanze perché, sia pure accaduto nel contesto di scontro politico , l’autore noto o rimasto sconosciuto del reato , non era definibile terrorista, ma solo aderente ad un movimento politico in nome del quale aveva compiuto il vile gesto.
Un esempio eclatante, tra i tanti, è quello della povera Giorgiana Masi, pacifista ed inerme che si trovò sulla traiettoria di una pallottola e pagò con la vita gli eccessi di veri e propri squadroni della morte che andavano alle manifestazioni per colpire senza alcuna ragione i propri avversari.
I militanti politici inermi, colpevoli solo di essere presenti ad una manifestazione, di essere passati nel luogo sbagliato o, infine , attesi sotto casa per essere puniti della loro appartenenza, si contano a decine a sinistra ed a destra.
Per alcuni decine di giovani, le cui storie sono raccontate da una pregevole pubblicistica, come ad esempio “Cuori Neri “ di Luca Telese, non vi è stata alcuna giustizia riparatoria e non si è potuto concretizzare la solidarietà della comunità dello Stato, perché la norma aveva, certamente involontariamente omesso, di prevedere questa ipotesi.
La coscienza civile grida giustizia rispetto a questa situazione e non è un caso, ma una meritoria prova di senso civile che, proprio un giornalista certamente di sinistra, ha sentito il dovere di scavare tra le tragedie che hanno colpito i giovani di destra e le loro famiglie.
La scelta di quel giornalista è accompagnata da nobilissimi lavori di pubblicistica che raccontano l’altra metà del campo e, quindi, i morti della sinistra giovanile come, ad esempio, fra tutti la tragedia di Luigi Di Rosa a Sezze Romano.
Non è chiaro per quale motivo non sia risarcibile la vicenda di Sergio Ramelli sprangato sotto casa e morto dopo una terribile agonia.
Il gesto nobile, più volte ripetuto, del Presidente partigiano Sandro Pertini corso al capezzale delle vittime della violenza , senza distinzione di colore, dimostra che ha saputo interpretare la volontà del popolo italiano che non distingue le vittime per colore, ma rispetta il loro sacrificio di vittime inermi e pacifiche.
Solo un legislatore sordo non comprenderebbe l’odiosità di questa discriminazione che priva di ogni riparazione i familiari di decine di giovani caduti per offesa ingiusta dettata dalla cieca violenza di frange estremistiche che hanno buttato nel terrore il nostro paese per alcuni decenni.

La modifica della legge rappresenta un atto riparatore verso coloro che portano i segni di quella storia terribile e verso coloro che hanno subito con la perdita della vita il costo di quegli anni terribili.
Del resto il Consiglio permanente dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE),con decisione n. 618 del 1 luglio 2004, in tema di solidarietà con le vittime del terrorismo, dopo avere ricordato che la Carta dell’OSCE per la prevenzione e la lotta al terrorismo sancisce l’impegno degli Stati partecipanti di adottare le misure necessarie a prevenire atti di terrorismo e a tutelare i diritti umani e le libertà fondamentali, in particolare il diritto alla vita di tutti gli individui che rientrano nella loro giurisdizione.
Non si contano i documenti e le decisioni in linea con questa tendenza della civiltà giuridica sia in Europa che negli Stati Uniti ha prodotto sulla materia
Basterebbe semplicemente ampliare la Legge del 3 agosto 2004 numero 187 estendendo i benefici della stessa anche a coloro che siano dati dichiarati vittime dalle sentenze penali conseguenti ad eventi drammatici per atti riconducibili a violenza politica.
La norma in parola all’articolo uno recita:

Art.1.
“ Le disposizioni della presente legge si applicano a tutte le vittime degli atti di terrorismo e delle stragi di tale matrice, compiuti sul territorio nazionale o extra-nazionale, se coinvolgenti cittadini italiani, nonché’ ai loro familiari superstiti. “
L’articolo potrebbe essere così modificato:
“ Le disposizioni della presente legge si applicano a tutte le vittime degli atti di terrorismo, della violenza politica su cittadini incolpevoli accertata con sentenza e delle stragi di tale matrice, compiuti sul territorio nazionale o extra-nazionale, se coinvolgenti cittadini italiani, nonché’ ai loro familiari superstiti. “
L’accertamento giudiziale garantirà da ogni speculazione che è lontanissima dalle intenzioni dell’associazione proponente
Si renderebbe opportuno, inoltre, il richiamo all’articolata normativa che prevede i benefici per i familiari delle vittime per coloro che abbiano patito gravi lesioni in occasione di manifestazioni politiche o di fatti riconducibili alla cultura di odio politico.
Questo si confida accada per rimuovere una ingiusta disparità che non ha ragione di essere,a cominciare dal Presidente della Repubblica, si è inteso dare concreto segno che l’Italia non vuole più conoscere divisioni, ma è capace di solidarietà senza distinzioni ed in coerenza con l’impegno costituzionale a garantire i diritti politici di tutti cittadini.
Sono certo che quanto sopra dettagliato, troverà sensibile valutazione da parte dei lettori.

Spero che sarete in tanti a sostenerci.
Marco Falvella

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